PAPERINIK E IL SEGRETO DI FANTOMIUS
TOP. 2902, 11 Luglio 2011
Gervasio


Paperopoli primi anni del 1900, Fantomius e la sua compagna Dolly Paprika dopo aver compiuto l'ennesimo furto nella villa della ricca Contessa Gattacicowa sfuggono audacemente ai poliziotti, comandati dal commissario Pinko, grazie ad uno speciale aliante tascabile ed al loro sidecar dotato di particolari marchingegni.
Tale avventura è una delle tante narrate nel nuovo libro di Stephen Quack dal titolo LE STRABILIANTI IMPRESE DI FANTOMIUS LADRO GENTILUOMO. Durante la presentazione del libro un altro scrittore tale Dan Broom accusa Stephen Quack di aver rubato a lui l'idea di un romanzo storico-avventuroso sulle gesta del ladro gentiluomo. Alla presentazione del libro sono anche presenti Paperino ed Archimede con il cugino Galileo.
La sera stessa Paperino e Paperina sono invitati ad una festa proprio in casa di una pronipote della Contessa Gattacicowa. Durante la festa un misterioso ladro riesce a rubare i gioielli della contessa dileguandosi per mezzo di un deltaplano e di un sidecar, in pratica con le stesse modalità del Fantomius descritto nel romanzo di Stephen Quack.
Dopo un altro furto del misterioso imitatore di Fantomius, compiuto ai danni di Paperone utilizzando la famosa lampada ipnotica, Paperinik decide di indagare per smascherare il colpevole. I primi sospetti ricadono inevitabilmente sullo scrittore Stephen Quack e sul suo rivale Dan Broom, ma entrambi si dimostrano innocenti.
Mentre il papero mascherato si trova nel laboratorio di Archimede viene a sapere da questo che il suo bisnonno Copernico Pitagorico era un grande amico di Lord Quackett. Paperino infatti si ricorda di un riferimento a tale personaggio proprio alla fine del diario di Fantomius ma a suo tempo non lo collegò all'avo di Archimede di cui non conosceva il nome.
Parlando con lo scrittore Paperino scopre che il prossimo furto sarà quello di un pregevole quadro di proprietà di Rockerduck. Vestiti quindi i panni di Paperinik il nostro eroe prende il posto del magnate e smaschera sul fatto il misteroso ladro che altri non è che il cugino di Archimede Galileo.
Galileo Pitagorico confessa quindi in presenza di suo cugino, dello scrittore e di Rockerduck di aver agito per vendicarsi del fatto che nel libro di Stephen Quack non viene fatto nessun riferimento al bisnonno Copernico Pitagorico che era il vero creatore dei marchingegni utilizzati da Fantomius e Dolly Paprika.
Paperinik distribuisce quindi una buona dose di Car-Can ai presenti in modo che tale storia venga dimenticata restituendo ai legittimi proprietari tutto il rubato. La storia si conclude con un altro "Flash Back" in cui Lord John Quackett ritornato a Villa Rosa dopo il furto a casa della contessa raggiunge il suo laboratorio segreto dove Copernico Pitagorico gli mostra la sua ultima creazione...degli stivaletti a molla!

COMMENTO

Dopo diversi anni dalla storia PAPERINIK E IL CINDOLO DI DOLLY PAPRIKA finalmente un'altra avventura degna del Paperinik vecchia maniera, anche in questo caso abilmente sceneggiata e disegnata da Marco Gervasio. La storia importantissima dal punto di vista filologico ci mostra nuovamente i veri Fantomius e Dolly Paprika in azione nei primi anni del 1900 con nuovi marchingegni ed il loro speciale sidecar. Come nel perfetto stile di Gervasio anche questa avventura presenta interessanti e ben dosati riferimenti ad altre celebri storie del papero mascherato, nonchè altre ben realizzate rappresentazioni dei ruderi di Villa Rosa, e nello specifico del laboratorio di Fantomius.
Ma la parte importante di questa avventura è quella relativa al personaggio di Copernico Pitagorico bisnonno di Archimede che si scopre essere il creatore dei vari marchingegni che hanno reso tanto celebri quanto famigerati i furti del ladro gentiluomo.
Ancora complimenti al bravo Gervasio che in poche pagine è riuscito nella non facile opera di creare una storia dalle molteplici sfaccettature, coinvolgendo diversi personaggi in luoghi diversi con tanto di flash back a vicende passate e riferimenti a storie precedenti; il tutto senza scadere nella stanchezza immaginativa e senza cedere a semplicistiche situazioni da "Deus ex machina".


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